John Harding

L'inganno delle pagine segrete

Francesco Grasso

Ortigia, 221-220 a.C. - serie Il Matematico che sfidò Roma ep. #5 di 8
Episodio #5 di 8 Narrando della sfida che oppose Roma a Cartagine, la Storia tende a trascurare il ruolo di una terza città, prospera almeno quanto l’Urbe, forse persino superiore per retaggio e cultura. Si tratta di Siracusa, perla della Magna Grecia, faro di civiltà e potenza militare che si ritrovò – purtroppo per lei – alleata di Annibale nel momento sbagliato. Una scelta che Roma non perdonò

Francesco Grillo

Lezioni cinesi
EDGT1090624

Francesco Guccini

Non so che viso avesse

Francesco Guccini

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto

Franco Giliberto

Alla larga da Venezia
EDGT1557368

Frank Gardner

Crisis
EDGT1133550

Gabriella Genisi

Giallo Ciliegia: La Seconda Inchiesta Della Commissaria Lolì

Il secondo caso della sexy-commissaria Lolita Lobosco

Bari, 2010. È la vigilia di una torrida estate e pochi eventi italiani, tranne i vicini Mondiali di calcio, sembrano scuotere il ritmo levantino della città. Il sole è già alto quando due abitanti della Barivecchia si presentano in questura, con l'aria di essere uscite per la prima volta da quelle antiche mura. Lolita Lobosco, finiti i rituali del mattino - le spremute d'arancia e la vista del mare - arriva sul posto di lavoro come sempre di buon umore. Se non fosse per quelle due presenze inquietanti, venute apposta per lei, Lolita sarebbe già a sbrigare la montagna di pratiche che si sono accumulate sulla scrivania. Sabino Lavermicocca, bel pescatore con il vizio delle fujtine amorose, è scomparso nel nulla. Indagando nel mondo sotterraneo e omertoso annidato nel cuore di pietra della medina barese, Lolita si imbatterà in una serie di inquietanti personaggi che la condurranno fino in Montenegro. Affiancata dall'insostituibile Tonino Esposito e dal sedicente sciupafemmine Antonio Forte, la commissaria Lobosco si troverà così invischiata in una pericolosa rete di criminali e sfruttatori.

Una gustosa commedia poliziesca che reiventa il giallo meridionale in versione femminile.

Gabriella Genisi

La Circonferenza Delle Arance: La Prima Inchiesta Della Commissaria Lolì

Un commissario di polizia così a Bari non se l'erano mai nemmeno immaginato: Lolita Lobosco, detta Lolì, 36 anni, occhi sempre accesi, lunghi capelli corvini e una quinta di reggiseno che negli uomini evoca la pienezza dei frutti mediterranei Se avesse paura delle maldicenze di colleghi e notabili, non avrebbe certo scelto di fare il poliziotto. E invece ha deciso di seguire con spavalderia la propria vocazione: combattere le prepotenze, riportare l'ordine nella vita degli altri, farsi rispettare dai maschi senza rinunciare a nessuna delle vanità del proprio sesso. Perché mai dovrebbe rinunciare alla cura della bellezza e della cucina, doti di una vera donna del Sud? Ma in quella vigilia natalizia anche per lei le cose si fanno terribilmente complicate. E sì che tutto era cominciato alla grande: da anni non si ricordava un dicembre così caldo, se n'era andata in questura scoperchiando il tetto della sua Bianchina con un cd di Roberto Murolo a tutto volume. Al commissariato, però, l'attende una sorpresa. C'è un arrestato, le dicono, uno stimato professionista, con il golfino di cachemire e le mani tanto curate, accusato di violenza sessuale. Ordinaria amministrazione. Almeno finché Lolì non incrocia lo sguardo dell'incriminato. Quell'uomo lei lo conosce bene. E subito capisce che, oltre a far trionfare la giustizia, questa volta dovrà anche difendere se stessa.

Gabriella Genisi

Mare nero: La nuova indagine del commissario Lolita Lobosco

In una giornata di metà settembre, al largo di Bari, il mare restituisce i corpi di due giovani, da poco fi danzati. Insieme ad altri amici, approfi ttando del clima invitante, erano usciti per una gita in barca e per delle immersioni subacquee nei pressi di un relitto, ma l’allegra escursione si è trasformata in tragedia. Sembra il tipico incidente, dovuto all’imprudenza o alla fatalità. Eppure qualche indizio non quadra e, quando arrivano i risultati dell’autopsia, tutto un altro scenario prende forma. Qualcuno ha voluto uccidere. Ma perché? Toccherà al commissario Lolita Lobosco, animata, come sempre, da un’inesausta passione per la giustizia (oltre che per la buona cucina e i tacchi a spillo), indagare su questo caso. La ricerca della verità si rivelerà particolarmente diffi cile, tanto più che le acque dell’Adriatico nascondono misteri che in troppi hanno interesse a non far venire a galla. E, come se non bastasse, perfi no il questore, attento a non pestare i piedi ai potenti di turno, metterà i bastoni tra le ruote. Ma la bella Lolita, grazie all’aiuto dei suoi fi di collaboratori Esposito e Forte, del sorprendente medico legale Franco Introna e, perché no, di un imprevisto nuovo amore, riuscirà a mettere insieme i pezzi di un inquietante rompicapo. Senza esitare a tuffarsi, letteralmente, nelle gelide profondità del suo mare.

Gabriella Genisi

Spaghetti all'Assassina

Per cucinare gli spaghetti all’Assassina, il piatto più famoso di Bari, ci vuole la padella in ferro nero che si trova solo nella città vecchia. Ed è proprio lì che sorge il ristorante di Colino Stramaglia, inventore della famosa ricetta. Una mattina di primavera, all’apertura del locale, il grande chef viene trovato morto ammazzato in maniera talmente efferata da far sospettare un torbido movente passionale. Quale grave sgarbo avrebbe commesso l’illustre personaggio per meritare una fine così orrenda? E quanti misteri si celano dietro al mondo sempre più competitivo dell’alta cucina? Fra le persone informate sui fatti, un affascinante cuoco algerino, una spogliarellista brasiliana e un capocameriere con un’aria da becchino uscito da un film western. A indagare è il commissario Lolita Lobosco, che stavolta trova imbrattate di sangue le sue due attività preferite: l’amore e la cucina. Sullo sfondo di una città sempre più pulp, una nuova intricata indagine, con fosche tinte da noir mediterraneo, metterà a dura prova l’abilità e l’istinto della caparbia investigatrice barese.

Gabriella Genisi

Uva Noir: La Terza Inchiesta Della Commissaria Lolì

In una Bari sonnolenta e distratta, dove i tanti scandali scuotono il perbenismo della città, un bambino scompare, e qualche giorno dopo viene ritrovato senza vita nel giardino della villa di famiglia Le indagini di polizia si rivelano subito piuttosto complesse. Tra i sospettati c'è la mamma del bimbo, donna molto bella e inquieta, meglio conosciuta con il soprannome di Uva 'gnura, Uva nera. Separata dal marito, un farmacista assai noto e rispettato, la donna risulta essere invischiata in affari loschi e frequentazioni malavitose. Ma il caso si ingarbuglia terribilmente, un vero rompicapo per Lolita Lobosco, Commissario in servizio alla Questura di Bari, sezione Omicidi. Finalmente innamorata, per giunta, Lolì si divide tra le investigazioni, i pericoli del mestiere e la variopinta vita privata, fatta di cenette al lume di candela, manicaretti afrodisiaci, amicizie non sempre innocenti e maldicenze a tutto spiano. Un nuovo avvincente giallo per la scaltra ed esuberante Lolì.

Gabriella Greison

Einstein Forever

Gabriella Greison

Ucciderò il gatto di Schrödinger

Genisi Gabriella

Gioco pericoloso

Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al san Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.

Georges I Gurdjieff

I racconti di Belzebù a suo nipote
Un racconto mitico "su scala universale" ma centrato sul problema essenziale: il significato della vita umana. Il libro si rivolge a chiunque porti in sé le domande fondamentali a cui, secondo l'autore, né la scienza né la filosofia moderna hanno dato risposta.

Simenon Georges

Cécile è Morta
Povera Cécile! Eppure era ancora giovane! Maigret aveva avuto per le mani i suoi documenti: ventott’anni appena. Ma era difficile immaginare una donna che avesse un’aria più da zitella di lei, che fosse meno aggraziata, malgrado tutta la buona volontà che ci metteva per rendersi attraente. Quei vestiti neri che sicuramente si confezionava da sé usando pessimi modelli... Quel ridicolo cappello verde sotto il quale era impossibile scorgere alcuna grazia femminile... Un volto pallidissimo e, come se tutto ciò non bastasse, un leggero strabismo... Arrivava alle otto del mattino, già rassegnata alla lunga attesa. «Il commissario Maigret, per favore...». «Non so se verrà stamattina... Potrebbe parlare con l’ispettore Berger che...». «No, grazie... Aspetterò...». E aspettava tutta la giornata, senza muoversi, senza mostrare il benché minimo segno di impazienza, alzandosi di scatto, come in preda all’emozione, appena il commissario spuntava su dalle scale.

Un'ombra su Maigret (titolo originale francese Cécile est morte, pubblicato in traduzione italiana anche col titolo Cécile è morta) è un romanzo poliziesco di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.
È il ventiduesimo romanzo dedicato al celebre commissario e, a detta di Eskin, è uno dei migliori Maigret. Da ricordare i dialoghi tra il commissario e Spencer Oats, criminologo dell'Institute of Criminology of Philadelphia, inviato dagli Stai Uniti per studiare l'ormai famoso metodo del commissario Maigret. Ma anche per il modo in cui viene risolto l'apparentemente inesplicabile duplice omicidio, fuori dalle convenzioni e dalle leggi che fino ad allora avevano regolato i romanzi polizieschi.
Secondo Marnham, Simenon scrisse questo e altri Maigret per poter sostenere la famiglia, dato che dopo il momentaneo abbandono del personaggio da parte del suo autore, le vendite dei suoi romanzi non-Maigret non erano per niente brillanti.

Simenon Georges

Due giorni per Maigret
A quarantott'ore dal meritato riposo, il commissario Maigret si precipita, in seguito a una chiamata urgente, all'Etoile du Nord, uno squallido albergo di quart'ordine. Evidentemente, trent'anni di servizio non sono bastati per fargli cambiare opinione sugli alberghi e sulle tragedie che vi capitano ogni tanto. Ma in questo caso, come nelle altre inchieste qui raccolte, troviamo un Maigret aggressivo e spesso di cattivo umore, che ricorre a misure per lui inconsuete come quella di ordinare un appostamento con la mobilitazione di una ventina di poliziotti armati di tutto punto, o di giocare a dadi per mantenersi calmo e non saltare addosso ail'assassino intempestivamente. Gli dà una mano suo nipote, Philippe Lauer, che il commissario ha fatto entrare alla Polizia Giudiziaria. Ma per quanto bravo e onesto, l'allampanato e ossuto Philippe non ha la stoffa dei famoso zio. E' forse lo stesso Maigret, cosí modesto e semplice, a ripeterselo quando al telefono gli si annuncia seccamente: "parla il commissario Malgret.'

Simenon Georges

Félicie
Risvolto Se ne sarebbe ricordato in seguito, di quell’attimo, e non sempre con piacere. Per anni, in certe ridenti mattine di primavera, i colleghi del Quai des Orfèvres avrebbero conservato l’abitudine di rivolgersi a lui con un misto di serietà e di ironia: «Senti, Maigret...». «Che c’è?...». «C’è Félicie!». E allora lui la rivedeva, sottile, con i suoi vestiti chiassosi, i grandi occhi color nontiscordardimé, il naso impertinente, e il cappello poi, quel terrificante cappellino rosso piazzato in cima alla testa con una lunga penna verde cangiante infilzata come una freccia. «C’è Félicie!». Il commissario sbuffava. Lo sapevano tutti che Maigret si metteva a sbuffare come un orso quando qualcuno gli ricordava Félicie, quella ragazza gli aveva dato più filo da torcere di tutti i «duri» che aveva spedito in galera.

Simenon Georges

Firmato Picpus
In mezzo al brulichio della folla, l’impiegato fissa la cartella che gli sta aperta davanti. Con gesto meccanico ha posato l’occhialetto sulla carta assorbente e lo guarda con i suoi grossi occhi da miope. È allora che si verifica il fenomeno. Una delle lenti, fungendo da specchio, riflette le tracce di inchiostro che si sono asciugate sulla carta. Lui riesce a distinguere una parola: ucciderò. Osserva più attentamente e vede per intero la scritta originaria: «Domani, alle cinque di pomeriggio, ucciderò l’indovina. Firmato Picpus».

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